martedì 24 settembre 2013

Evasione fiscale



Evasione fiscale

Continua incessante la campagna mediatica contro l’evasione fiscale. L’Espresso, settimanale illustrato di informazione, propone sull’Ultima copertina a caratteri cubitali “300 miliardi di nero” e propone l’uso esclusivo dei bancomat e delle carte di credito per combatterla.
Tutto condivisibile o non condivisibile, sono opinioni, così come possiamo pensare di installare un contatore sull’apertura dei nostri pantaloni per sapere quante volte al giorno facciamo pipì e tassare l’inquinamento prodotto, oppure, come già fatto sugli animali domestici, inserire un microcip sottopelle ai neonati, in modo da poter poi controllare a bacchetta gli stessi una volta adulti. Siamo in democrazia in fondo è tutto è possibile quando lo vuole il popolo, e sarà il popolo a volerlo, siatene certi.
Purtroppo la democrazia si sta rivelando ogni giorno di più una piovra che stritola e divora ogni cosa, contro la quale, nessuno può opporsi, soprattutto quando le maggioranze che la legittimano sono costruite mediaticamente.


L’evasione fiscale oggi, sembra essere la sola causa della crisi nazionale. Tutti siamo diventati evasori fiscali, secondo la vulgata politicamente corretta!
Perché si pagano tante tasse? Perché il fisco è evaso da molti italiani.
Perché i servizi non sono efficienti e non esistono del tutto? Perché in Italia l’evasione fiscale è un’abitudine e così via. Potremmo continuare all’infinito!
L’unica cosa certa e che gli italiani hanno la memoria corta, e che si fanno prendere in giro molto spesso.
Quando l’Italia negli anni ’80, superò i girò d’affari della Gran Bretagna piazzandosi al quarto posto mondiale, tutti gli italiani pagavano le tasse? …in quel periodo la tassazione era elevata come oggi? I lavoratori dipendenti, cioè coloro che alla fonte non possono evadere le tasse, avevano un tenore di vita più alto o più basso dell’attuale?
Sono domandine facili a cui anche un supertecnico dell’ex governo Monti e le scimmie dell’zoo potrebbe trovare risposta:
l’evasione fiscale era molto più elevata, il livello di tassazione era decisamente più basso, e i lavoratori dipendenti avevano un tenore di vita decisamente più elevato, il che vuol dire, che l’attuale stato di crisi e di penuria generale, non è dovuto all’evasione fiscale, ma a decenni di scelte politiche, sindacali, energetiche ed economiche sbagliate, anzi… criminalmente sbagliate, che hanno trascinato questa Nazione nel baratro in cui si trova.
Stendendo un velo pietoso sul governo Monti già citato, può un governo di professionisti della politica perdere mesi in discussioni infinite su come compensare gli introiti necessari a escludere il pericoloso aumento di un punto percentuale di IVA o l’abolizione dell’IMU? Parliamo pressappoco di 5 miliardi, a fronte di una spesa pubblica di oltre 830 miliardi di Euro. Quando in una famiglia, che vive con un reddito lordo di 20.000 Euro l’anno, non si arriva a fine mese, si va in strada a borseggiare i passanti, oppure si attua una riduzione di spesa per la cifra necessaria ?
Chiaramente, si dilazionerà l’acquisto di un paio di scarpe non così indispensabile, si smetterà di fumare (con miglioramento della salute) si eviterà di acquistare il prosciutto di Parma accontentandosi di quello Toscano e via dicendo. Alla fine la nostra brava famiglia italiana, troverà i 200 Euro mancanti, l’uno percento appunto!
Lo Stato italiano invece, per trovare il necessario… meno dell’uno per cento della sua spesa totale, dopo mesi di discussioni, scenderà in strada a borseggiare i cittadini, ma guai a chi avrà l’ardire di protestare o di pensare che ciò è sbagliato, perché la colpa non è dello Stato – incapace di risparmiare su se stesso meno dell’un percento – ma dei cittadini evasosi.
E così se vengono tagliati i mezzi pubblici invece degli F.35, la colpa e degli evasori fiscali !
Senza voler legittimare una pratica illegale, che risulta essere comunque una “caratteristica” del nostro modo di essere e di porci nel mondo, e che in passato ha fatto dell’Italia una potenza economica culturale e quant’altro, desidero far presente che questa campagna colpevolizzante non solo è falsa, ma è criminale, perché tende a impoverire ulteriormente la società e la liquidità degli italiani senza incidere di un solo Euro sulle cause del dissesto finanziario. Per assurdo, potremmo anche perdere tutte le nostre proprietà (come vorrebbe la Merkel) ma l’Italia continuerebbe a restare in bolletta, perché è come tentare di riempire un catino che presenta un fondo sforacchiato come uno scolapasta! 
Questo modo di fare politica, di governare e di fare informazione, ha creato una società imbonita, dove le bugie sostituite nel tempo ad ogni verità, hanno reso i cittadini incapaci di fare un ragionamento autonomo, tanto da risultare un giochetto far credere loro ogni sciocchezza.
Quando si individua un argomento spinoso che necessita di denaro – vedasi la riduzione del cuneo fiscale di cui si fa un gran parlare da anni - si fa ben attenzione a nascondere la verità dei costi di struttura, soffiando sul fuoco dell’evasione fiscale. Ciò permette e permetterà di alzare ancora l’asticella della pressione fiscale, contribuendo ad esasperare la situazione oltre modo, portando i cittadini a maledirsi tra loro (virtuosi e presunti non virtuosi).
Per concludere, è di queste ore la notizia riportata sul Corriere della Sera, che lo Stato italiano, negli ultimi anni, ha continuato ad aumentare la sua spesa corrente al ritmo dell’1 percento del Pil ogni anno, vale a dire un aumento di spesa di circa 15 miliardi. Mentre Monti, ha tentato - pur da totale incompetente -  alcune riforme strutturali per limitare ciò, l’attuale governo Letta sta pensando alla rimodulazione di qualche tassa, o a qualche altra acrobazia contabile, che allontani la paura di superare il limite europeo del 3% di disavanzo. Se desideriamo suicidarci così… cerchiamo almeno di affrettare l’evento per soffrire meno, ma lasciate stare gli evasori fiscali, abbiate una dignità!

Alberto Conterio - 24.09.2013

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